sabato 10 novembre 2007

Weiß wie Schnee!

E' arrivata! E' arrivata!!



Ha smesso dopo nemmeno un'ora e quindi non ha attecchito sull'asfalto e sulle zone più "calde", ma è pur sempre una grande emozione...

(aguzzate la vista: la doppia linea di mattoncini che si vede tagliare la strada segna il tracciato del Muro, ormai abbattuto.)

venerdì 9 novembre 2007

Piede di Porko

Il Grande Momento è arrivato: tra poco meno di mezz'ora accanno i miei compiti -un tema in tedesco dal titolo "cosa farò una volta in pensione"- prendo la fida U3 e con parentame al seguito ci andiamo a mangiare il leggendario Schweinshaxe alla berlinese, altrimenti conosciuto come Eisbein.

Roba forte per gente determinata... Wikipedia la definisce come una "alarming experience for the unwary tourist"!

Vi lascio la ricetta con tanto di foto, se avete problemi passatela nel traduttore di google, pre-riscaldato a 220 gradi.

Più di questo per voi non posso fare.

giovedì 8 novembre 2007

Buon Compleanno

Tra pochi minuti alcuni giovani berlinesi compiranno 18 anni.
Sono i ragazzi nati il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro.

Berlino e la Germania li festeggiano dedicandogli la copertina di der Spiegel.

U-Bahn Stories (2)

Avvistamenti

* Una ragazza intenta a ripassare gli appunti dell'università, con una corona di cartone e carta stagnola in testa. Nessuno ha mostrato troppa sorpresa.

* A due fermate da dove sto io c'è una stazione della metro che si chiama Onkel Toms Hütte (la capanna dello zio Tom).
Vai a sapere.

* Sulla stessa linea alla stazione di Dahlem-Dorf ci sono queste panchine. Sono bellissime. Però non sono altrettanto comode: ho provato a sedermici e batto la testa contro le tette. Per non parlare di quella centrale... ma lì non ci ho nemmeno provato!







Ah, una cosa che non c'entra nulla: dopo 4 giorni di suoni gutturali e singulti strani ho capito che la giapponese che sta nel mio corso in realtà è koreana. Sapevàtelo.
(L'ho capito perché l'ha detto l'insegnante, più che altro.)

martedì 6 novembre 2007

Halt!



Finalmente ho capito come funzionano!
Questi Ampelmännchen saranno pure buffi e caratteristici, ma rischi di rimanerci secco...

Quando il segnale è verde con il pupazzetto che cammina si può attraversare, fin qui niente di strano.
Solo che poi dopo tre picosecondi arriva tutto d'un tratto quello rosso, senza che prima il suo collega abbia lampeggiato, bippato o passato il turno a un inesistente giallo... tu hai si e no fatto tre passi e quello -tac!- ti diventa rosso che nemmeno sei a metà strada e il panico ti assale perché qui gli automobilisti hanno il giallo anche prima del verde, quindi partono a razzo il momento stesso in cui scatta!

Va anche spiegato che a Berlino i pedoni sono sacri... ma a una condizione.

Sono sacri, non esagero. Ho visto cose che voi uomini... tipo autobus che fanno attraversare tutti i passeggeri che hanno appena sbarcato prima di ripartire, macchine che si fermano quando ancora non hai raggiunto le strisce pedonali ma hanno già capito che vuoi attraversare, robe così. E i pedoni non ringraziano per la gentilezza ricevuta, forse perché la cosa viene considerata normale.

Ma come dicevo c'è una condizione: il pedone deve rispettare la segnaletica e il codice della strada esattamente come gli automobilisti e i ciclisti.
Se attraversi dove non ci sono le strisce o
se passi col rosso ti trasformi magicamente da pedone a cadavere. Tutti quei simpatici Autofährer che fino a un secondo prima attendevano pazientemente col sorriso sulle labbra che l'ottuagenaria vecchietta col deambulatore impiegasse i suoi venti minuti per attraversare la strada si tramutano all'istante in turpiloquenti assassini senza scrupoli.

Per cui potete capire il mio sollievo quando oggi finalmente ho capito come funziona lo stracacchio di semaforo pedonale:
  • Se è verde, vai.
  • Se diventa rosso proprio quando stavi per cominciato ad attraversare, fermati.
  • Se diventa rosso e ormai hai cominciato hai abbastanza tempo per arrivare dall'altra parte, ma sbrigati.
Sono quasi sicuro che sia così.
Se domani non dovessi scrivere nulla non vi preoccupate, eh.



'o meine Sonne

Era inevitabile, prima o poi sarebbe successo. Stamattina le chiacchiere da colazione con Yvonne hanno riguardato la vita a Roma e le differenze con Berlino. Lo so che non ci credete, ma il discorso l'ha intavolato lei, non io. So anche che non credete al fatto che ho davvero cercato, con uno sforzo immane, di fare un quadro equilibrato della situazione e di sottolineare le cose belle della nostra città.
Insomma me la stavo cavando abbastanza bene (ero appena passato dal clima alla carbonara) quando mi ha chiesto se è vero quello che ha letto su un giornale, cioè che noi italiani aspettiamo un sacco di tempo prima di andarcene di casa. Ha aggiunto che per esempio sua figlia vive da sola da anni, in un appartamentino di Schöneberg che le costa 350 euro al mese.

Io ci ho provato, ve lo giuro...

lunedì 5 novembre 2007

la Finestra sul Cortile

Una veduta di casa Markus/Protsch (i miei ospiti) e una dalla finestra della mia stanza.
Se amate la quiete questo posto è il vostro Nirvana.